Una fila di comportamenti da non credere, a cui difficilmente ci si abitua nonostante il ripetersi ormai quotidiano. Storie di inciviltà, maleducazione, prepotenza e menefreghismo che stanno caratterizzando le giornate di questi tempi. Forse sono cose che noto solo io, forse sono un vecchio brontolone che non si adegua al cambiamento, forse dovrei smetterla di uscire o meglio dovrei far finta di nulla, così almeno mi integro meglio in questa società di unani allo sbando totale. 

Rientro in bici, sera inoltrata, ciclabile che costeggia il marciapiede. Complice la temperatura gradevole i soliti pedoni. Mamma, coppia di sposini con carrozzina e figlioletta non più che undicenne. Tutti rigorosamente appaiati in fila per 5, due sul marciapiede e tre sulla ciclabile. Al mio arrivo, la figlioletta dà uno strattone alla mamma per evitare una collisione quasi certa ed io a malapena riesco a passare incolume. La cosa finisce lì, non ho tempo da perdere nè per redarguire il pessimo esempio degli adulti e nemmeno purtroppo per ringraziare la piccoletta.

Sempre in bici, a cento metri vedo due donne a chiacchierare, una sul ciglio della strada, accanto al marciapiede ed una cicciona praticamente in mezzo alla corsia. Mi vede arrivare ma di spostarsi nemmeno l'ombra di un cenno. Decido così anch'io di non spostarmi e proseguire per la mia traiettoria, anche per evitare di dover invadere la corsia opposta per evitare quel cassonetto di donna e mettere così in pericolo la mia incolumità. Alla peggio la investo di brutto e poi si litiga con l'assicurazione. Il paracarro deve aver intuito la mia determinazione ma solo all'ultimo secondo, perchè è costretta a spostare il suo culone restando però con i piedi al loro posto. Meglio così, credo che nell'impatto con la balena avrei avuto la peggio. Near miss di due centimetri.

Tragitto in bici, la strada costeggia un marciapiede. Due mamme a chiacchierare sul marciapiede e la carrozzina in strada, ovviamente.

Ciclabile (solo per bici) e marciapiede dal lato opposto della strada. Pedoni sulla ciclabile ovviamente e tutti con lo sguardo fisso su quei caxi di telefoni, a passeggiare in compagnia ma come zombies con lo sguardo fisso ognuno sul proprio telefono. Evitarli è una vera impresa specie quando camminano appaiati ed a zig zag occupando tutto lo spazio disponibile...a volte occorre fermarsi e farli passare (ma di sentirli chiedere scusa mai)

Strisce pedonali...precedenza negata 9 volte su dieci, matematico. 

Ragazzetto credo sedicenne, in sella alla bici ma letteralmente fermo in mezzo ad un incrocio a controllare lo smartphone.

Zona ciclo-pedonale. Occorre fare attenzione agli idioti in motorino per i quali il percorso riservato in realtà è più una scorciatoia transitabile in velocità che una zona pedonale.

Ciclisti di notte rigorosamente senza nemmeno un fanalino (figuriamoci il giubbino catarifrangente). Buio totale che l'illuminazione pubblica è solo sulla carta e la sostituzione delle lampadine straordinaria manutenzione. Trovarseli di fronte all'improvviso in rotta di collisione è quasi certo, anche perchè di solito sono o contromano o intenti a pedalare telefonando.  

Tutto questo in una sola giornata, in 16 kilometri di escursione dalle 19:30 alle 22:30 Unica nota positiva quella donna di colore che passeggiando a bordo strada si è fermata per farmi passare sulle strisce pedonali. Grazie. E poi noi a criticare gli stranieri.