Dopo la triste avventura del sito e dei servizi on-line non funzionanti, tocca andare di persona a consegnare dei pezzi di carta firmati e corredati da millemila allegati. Si entra nell'atrio con gli uffici a vista e, dopo aver individuato dove hanno piazzato il distributore di ticket, senza i quali guai ad avvicinarsi agli impiegati, si sceglie quello più consono alla propria problematica, ovvero "Comunicazioni di irregolarità e cartelle di pagamento", e ci si mette in ansiosa lettura del tabellone che chiama i numeri. 

Remore di esperienze passate a combattere con una burocrazia schizofrenica, per scrupolo, dopo 10 minuti di attesa ci si avvicina al bancone informazioni, più per chiedere se si è scelto il biglietto giusto. Un sorriso non ricambiato, un buongiorno mai ricambiato e si scopre di aver sbagliato. Il biglietto giusto è quello "consegna documenti". Ok, spolliciamo lo screen e la stampante fa il suo dovere. 

Trenta minuti di attesa ed il numero magico esce. Ci si avvicina alla scrivania dell'addetto di turno, buongiorno, silenzio, un altro buongiorno per essere sicuri di averlo pronunciato bene e nemmeno un cenno di risposta ma uno sguardo di ghiaccio. Ci si siede senza invito e si inizia la tiritera a spiegare cosa ci serve. Una consegna in delega di una richiesta di auto tutela ("auto"... che l'aiuto da certe persone è scontato non arrivi). Senza leggere nemmeno, l'impiegato si alza ed entra in un ufficio per poi uscire. "Devi fare uno sportello" mi dice con un tono rude e poco empatico. Oibòh, so fare tantissime cose ma... sportelli non ne ho mai fatti mi viene da rispondere. Vista la mia espressione, l'esimio statale parte stizzito verso il distributore e mi consegna un nuovo ticket di attesa... grazie, ma.... è dello stesso tipo che avevo preso precedentemente, solo che stavolta, perso il turno, tocca ricominciare l'attesa. Attendo il mio nuovo turno per quasi un ora e tocca di nuovo a me. 

Stavolta una signorina gentile e sorridente, che addirittura saluta e ricambia le cortesie (wow, incredibile, deve essere assunta da poco). Consegno i documenti, inizio per l'ennesima volta a spiegare il problema (una cartella prescritta). L'impiegata inizia a pigiare i tasti del terminale e stampare dei fogli, visure serpico, modelli 730 ecc ecc... poi prende una calcolatrice e tre pennarelli evidenziatori ed inizia con la penna a cerchiare delle caselle, evidenziarli con i colori, fare somme con la calcolatrice... 30 minuti e mi dice "i calcoli sono esatti, l'importo dovuto non è errato". Resto interdetto per mezzo secondo... nessuno sta contestando i conteggi e nemmeno gli importi. Il problema è che chiedete soldi ormai in prescrizione per decorrenza dei dieci anni. Niente da fare. Quello è l'importo dovuto, è esatto, il computer non sbaglia ed il computer dice che sono quelli, punto. Ma, ma... se l'ultima notifica al contribuente da equitaglia è del 2003, a voi risulta di aver notificato ad equitaglia nel 2004... sempre più di dieci anni sono e pertanto anno prima o anno dopo il debito non è esigibile ed è prescritto. Mi sento rispondere in sintesi: "ma equitalia non siamo noi, sono due aziende diverse, separate, noi non possiamo fare nulla, si deve rivolgere a loro, noi possiamo solo dire che l'importo è corretto, loro riscuotono e pertanto è a loro che occorre chiedere di smetterla". In realtà in equitaglia dicono il contrario, ovvero che devono continuare a chiedere il saldo sino a quando il creditore non dice loro di smetterla. Mi esce di botto una domanda stupida "ma perchè non vi parlate fra voi?" per sentire l'ennesima tiritera, tirata fuori ad ogni occasione "me impiegata, me esegue ordini, me non comanda." e buonanotte ai suonatori. Aiuto zero, risposte zero, soluzioni zero... di più è inutile pretendere o sperare di avere.

Termino la cortese visita ottenendo solo il protocollo della richiesta assieme alla velata minaccia..." non faremo niente, non è un nostro problema, e lo diremo per iscritto nei prossimi giorni". Vado da Equitaglia... dove regna il caos totale, persone in attesa, alcuni bussano dal direttore mettendo dentro la testa, qualcuno riesce ad entrare, quelli con i pantaloni sporchi di tinta da muro o con i "vestiti islamici" no, aspettano fuori... prendo il ticket, il tabellone non è aggiornato e ci si butta sul primo sportello libero (sportello sbagliato ovviamente, non ci sono indicazioni di sorta) per rimbalzare in quello giusto che è stato immediatamente monopolizzato dal "prossimo" e così tocca aspettare che si liberi nuovamente. Tocca a me, presento i documenti, rispiego nuovamente tutta la tiritera dall'inizio. Stavolta devo anche ripetere che non sono io il contribuente ma il delegato e mi tocca indicare la delega che sembra nessuno abbia voglia di leggere... stavolta il protocollo è più easy... una fotocopia con timbro ed uno scarabocchio a mò di firma (solo noi dobbiamo apporre una firma leggibile, loro no, mai). L'ho fatta breve e descritta senza dovizia di particolari ma consegnare due carte comporta un tempo totale di 3 ore e 50 minuti. E non ditemi che on-line si fa prima che prima bisognerebbe far funzionare il sito e le form di richiesta. 

Nelle pause di attesa, inevitabile, ci si guarda attorno. Dietro uno sportello "chiuso per attività di backoffice" una giovane impiegata è davanti il terminale, pigia dei tasti e poi conta a mano, toccandosi il naso con le dita per non sbagliare... manco alle elementari. Un altro impiegato, uno con tanto di ufficio dedicato la cui porta è stata lasciata aperta, è intento a dondolare sulla poltrona basculante e rimirare il panorama sulla città, verso nord dove si vedono colline e montagne, bellissimo panorama non c'è che dire ma di lavorare no? un altra è intenta a chiacchierare con una collega, per una ventina di minuti...cicicì cicicì cicicì  corredati da sorrisetti e risatine.... e noi ad aspettare, che tanto non abbiamo un cazzo da fare tutto il giorno. Un contribuente invece, molto probabilmente uso a frequentare gli uffici, da ogni sportello si rivolge ad un altro per tre volte dicendo "sono io" salutando con la mano ed un bel sorriso ad ogni chiamata del ticket... all'entrata ne prendono più di uno e poi con la complicità degli impiegati, che conoscono bene, occupano contemporaneamente più postazioni le quali aspettano pazientemente che l'amico finisca il giro... e noi aspettiamo anche questi furbetti impuniti. Nel tabellone dove compaiono i ticket chiamati, ci sono a rotazione anche i moniti, tipo spegnere il cellulare, parlare a voce bassa, sbrigarsi se chiamati... per rispetto ovviamente nei confronti loro... di rispetto a noi neanche l'ombra, ovviamente. 

Si esce con la sensazione che la consegna dell'autotutela non servirà a niente. Resta la convinzione che questi non si fermeranno mai. Ognuno darà la colpa all'altro, entrambi obbligati ad agire così dalla legge e non possono fare altrimenti, è la legge, ma determinati a proseguire. Ora mi chiedo... se c'è una legge che dice di non chiedere pagamenti non esigibili, occorre che in un altra legge ciò sia scritto espressamente altrimenti si continua ad esigere crediti inesigibili? e poi... chi sta sbagliando? Credo che a sbagliare, sapendo di sbagliare siano entrambi. Equitaglia dovrebbe smetterla automaticamente quando, dopo aver ricevuto un ordine di incasso, non può più procedere per legge e scrupolo professionale vuole che dovrebbe avvisare l'impositore. L'impositore, accortosi che l'esattore non può procedere dovrebbe avvisarlo di smetterla ed eventualmente "cazziarlo" per non aver agito nei tempi previsti dalla legge che dopo 10 anni prevede la prescrizione (e perchè no prevedere anche una penale o il licenziamento del responsabile della cartella). Ma in certi uffici gli impiegati non possono prendere iniziative, i funzionari a volte sono assunti senza concorso o con concorso truccato, per raccomandazione, e non certo per capacità professionali, ed i risultati si vedono, eccome. Se poi aggiungiamo impiegati fannulloni e fancazzisti, che scaricano i compiti fra loro pur di fare il meno possibile o impiegati con premio di produttività legato agli incassi leciti o meno che siano...bingo.  

La cosa buffa è che l'esattore procede comunque, anche in caso di sentenze di un giudice che dice chiaramente che hanno torto (basta cercare su youtube per rendersene conto). Loro procedono in "mancanza di indicazioni contrarie"... a certe persone dovrebbero dare anche i disegnini esplicativi (ma dubito ancora si possa risolvere così). Ed allora? che facciamo? Noi contribuenti nulla. A nulla valgono le rimostranze, le cause, i rilievi, le prove, le evidenze. Restiamo bollati praticamente per sempre, marchiati come evasori, anche per pochi euro. Di fatto non abbiamo alcuna possibilità di difenderci. E quindi? Quindi si ingoia il rospo e alle votazioni successive, con l'illusione di cambiare, si vota il solito pirla che prometterà di cambiare le cose salvo poi dirci che non si può cambiare per colpa di qualcun'altro e via dicendo all'infinito. E questa sarebbe una società civile. Blah. 

P.S. remember remember the 5th of november. Ripeto: remember remember the 5th of november.