Un favore ad un caro amico che si sveglia alle 4 del mattino per finire un duro lavoro, tutta una tirata, tutti i giorni, alle 2 del pomeriggio. Di prendere un permesso per recarsi presso gli uffici pubblici nemmeno a parlarne, rischia il licenziamento, seriously. Allora tocca a me, già uso a frequentare per ragioni professionali certi ambienti malsani per la salute e per l'equilibrio psico-fisico dei comuni mortali. Bisogna farci il callo con certe situazioni che, manco a dirlo, puntualmente, si verificano. 

Premesse: In certi luoghi, il diritto è un concetto astratto. Tocca a me recarmi presso un agenzia Equitalia per contestare una cartella che intima un pagamento da 16.500 euro inviata ad un contribuente nullatenente dopo più di 13 anni dalla sua emissione e prima notifica. E' caduta in prescrizione, lo capisce anche uno studente sfigato fuoricorso al primo anno di giurisprudenza. Ma, l'italica abitudine ad esaltare la burocrazia più insensata è esaltata dalla presenza di impiegati maleducati, ottusi, impauriti da una selva di norme e regolamenti astrusi, contraddittori ed incomprensibili. 

La questione: Intimare un pagamento di una tale somma entro 5 giorni dalla ricezione di un atto prescritto è da dementi, specie quando si informa che sono disponibili 30, 60, 90 giorni per presentare opposizione... di quanti giorni si abbia a disposizione permane a tutt'oggi un mistero, ognuno ha una sua versione ed internet con dei siti bislacchi non aiuta certo, anzi, si fa ancor più confusione. Informare poi della disponibilità di un atto di sospensione, contraddetto dagli impiegati stessi che propongono la redazione di un atto di annullamento scritto a mano, manco fosse un testamento olografo, è da imbecilli... guai a farlo notare, il sistema non tollera i propri errori prontamente riversati sul contribuente o sul delegato alla presentazione delle domande. 

L'azione: Mi presento presso gli uffici, prendo il mio numeretto, sorpreso di avere il numero 14 mentre sono presenti solo due persone ed il contatore luminoso segna ancora 1. PlinPlon... il suono della campanella digitale mi  invita a leggere il numero sul tabellone che magicamente è passato da 1 a 14... my turn, sfodero il mio miglior sorriso supportato da una splendida protesi in porcellana nuova di zecca, abbagliante come la neve di montagna e mi avvicino ad uno sportello con il classico sbarramento di vetro che mi separa da un impiegata dall'espressione di ghiaccio... una mummia, iniziamo bene. Provare a regalare un sorriso a certi impiegati non genera un cenno di risposta ma la reazione di chi pensa "oddio, eccone un altro che cerca di usare l'arte ammaliatrice per indurmi in errore ed ottenere chissà cosa o quale favore magari illecito". L'aria sospettosa dell'impiegata si acuisce dopo aver chiesto di poter conferire con un funzionario, per una questione delicata. "La direttrice è occupata" si affretta a dire con un aria di sollievo, come se pensasse "anche questa rogna è fatta, vattene ed avanti un altro". Decido di non chiedere appuntamento alla sacra guru e di esporre il problema. La cartella è nulla in quanto prescritta, ecco il vostro modulo di sospensione scaricato dal vostro sito... L'espressione dell'impiegata diventa incredula... tictictic a pigiare i tasti del terminale per verificare se dico il vero (certo come no, il mio lavoro è mentire e prendere in giro gli impiegati)... il modulo esibito non va bene, tenta di dirmi qualcosa ma, tra la confusione di altri avventori e la mia sordità congenita, non riesco a sentire..." chiedo scusa, sono un pò sordo, non riesco a capirla attraverso il vetro" per sentirmi rispondere con voce un pò alterata "ma mica posso alzare io la voce!" portandosi le mani alla gola come se stesse soffrendo abbestia.... poverina, poverina... il suo deve proprio essere un lavoro davvero usurante tanto da meritare la pensione anticipata. Chiedo scusa (io) e mi abbasso, sfidando il mio mal di schiena, per avvicinare l'orecchio nella fessura passacarte, solo per cercare di capire cosa diavolo stesse dicendo la disabile afona. 

L'impiegata invece si alza bruscamente, mi pianta lì chinato sul bancone con le chiappe in posizione rischiosa per la mia mascolinità e va dal collega allo sportello accanto... confabulano, sento impartire disposizioni, torna e mi porge un foglio di carta bianca chiedendomi un documento di identità... eh? perchè? stizzita mi spiega che occorre compilare una richiesta scritta di annullamento allegando fotocopia documento e cartella da annullare... chiedo "mi conferma che la cartella è prescritta?" ... non risponde, insistendo ancora più irritata che bisogna dichiarare che secondo me la cartella è prescritta...(secondo me...ancora non ci crede ovviamente)... faccio notare che la stessa non è intestata a me ma ad altra persona, che se deve firmare l'atto olografo dovrei predisporlo, farlo firmare per poi tornare. Noto l'espressione sorpresa (per mascherare il suo errore) quasi a voler dire "ma allora non è il furbetto insolvente"... cerca di reagire con malcelato imbarazzo affermando "Allora torni con la documentazione richiesta" e buonanotte. Mi tengo il foglio bianco soddisfatto di aver furbescamente estorto gratuitamente qualcosa all'ente (sò soddisfazioni dai) e me ne vado prima di prendere a testate il vetro nel tentativo di sfondarlo e raggiungere la povera impiegata, usurata da stressantissime mansioni. Uscendo noto le inferriate alle porte e le telecamere di sicurezza... secondo me se la fanno sotto. Fossimo in un paese dove le armi sono permesse per diritto costituzionale... fossimo in un paese civile dove assumono impiegati normodotati.... un occhiata al loro atto, un click sul terminale e la faccenda è risolta, morta e sepolta per sempre, amen e scuse allegate per il disagio arrecato. 

A casa approfondisco... la richiesta di annullamento non va presentata al riscossore ma all'impositore o al creditore, i quali a cascata provvederanno ad avvisare il riscossore di annullare la riscossione (che altrimenti è "obbligato" a continuare imperterrito)... in realtà non è chiaro a chi occorre presentare la richiesta, per cui si procede con istanza di autotuela... si scaricano i moduli e si prova  prenotare on-line un appuntamento all'agenzia delle entrate (sperando sia l'ente giusto) riservandoci il diritto di adire per vie legali col tramite di un giudice (e relativi avvocati) che dovrà districare l'intricatissima e difficilissima questione. Invece, nel frattempo, nel loro sito...

Apriti cielo, c'era da aspettarselo. Prima di arrivare alla form occorre tentare di navigare fra mille opzioni e non c'è mai quella giusta, si deve procedere per intuito e per tentativi. Quella che più assomiglia adatta allo scopo chiede un numero di comunicazione... non ce l'ho, provo con il numero a barre di equitalia, si sa mai... ed ecco l'agguato telematico: errore oci_bind_by_name() [function.oci-bind-by-name]: ORA-01036: Nome o numero di variabili non ammesso in /opt/web/php/include/lib_sot_int/oracle/oracle.php on line 296

In pratica significa che è inutile usare il modulo di prenotazione on-line, occorre presentarsi senza appuntamento e preventivare di sicuro una mezza giornata persa (e poi certi clienti, quando il lavoro è retribuito, si lamentano che costiamo troppo o che siamo lenti a svolgere le nostre mansioni). Al prossimo impiegato pubblico che dirà... abbiamo il servizio on-line (gongolando con orgoglio), rammentate di chiedere "si ma funziona?" o meglio immediatamente affermare che proprio non funziona che si fa prima tanto la percentuale di errore è davvero prossima allo zero. Ma temo non sarà finita lì...occorrerà sicuramente rivolgersi al giudice con una causa tributaria e dimostrare carte alla mano che la cartella è prescritta (imposte non pagate nel 2003, oggi è il 2015...) ci sarà da dimostrare matematicamente un difficilissimo e complicatissimo calcolo che manco la NASA affronterebbe con serenità. 

Ecco...siamo alle solite. con gli enti pubblici funziona tutto sulla carta ma in realtà occorre subire le pressioni degli addetti che ti trattano come un pericoloso truffatore, approfittatore, il solito perditempo in vena di far perdere tempo agli altri, il rompicoglioni di turno. E tutto questo perchè qualche deficiente ci prova a mandare richieste di pagamento prescritte, ci provano dai a raccattare gli "spiccioli" che tanto siamo una massa di sprovveduti, terrorizzati e pronti a pagare pur di non avere ulteriori rogne. Irrita non poco essere contribuenti e subìre un trattamento del genere. Se l'ente di riscossione non funziona.... abolitelo! che è solo un intermediario inefficiente, diretto con metodi inefficaci, disorganizzato, popolato da impiegati maleducati ed impreparati. Nel settore privato, quello vero, un impiegato che si comporta come descritto, tempo due nanosecondi e viene licenziato per manifesta incapacità e mancanza di empatia con i clienti.  Ma vediamo chi sono i fenomeni che hanno contribuito a questo sfacelo:

Equitalia nata nel 2005 grazie a Roberto Calderoli, Marcello Dell'Utri, Renato Schifani, Giuseppe Vegas, Angelino Alfano, Luigi Cesaro, Niccolò Ghedini e Maurizio Lupi. Ed è stata potenziata nel 2006 da Giuliano Amato, Rosy Bindi, Emma Bonino, Massimo D'Alema,Cesare Damiano, Titti Di Salvo, Emanuele Fiano, Dario Franceschini, Roberto Giachetti, Gennaro Migliore e Ermete Realacci

... grazie davvero, ricambieremo la cortesia. La saga continua.

P.S. Gesù è morto di freddo. Ripeto: Gesù è morto di freddo.