diciamolo, le startup cominciano a stare sulle balle a non pochi. Ai miei tempi si chiamavano "principianti", sprovveduti... oggi sembra che se non avvii una startup, specialmente a milano, impero dei fighetti "fesciòn" e "glam" (che fra loro si "briffano" e si "lovvano"), non sei nessuno. A dar retta solo all'inutile ma utile baccano mediatico, verrebbe voglia di chiudere l'attività in piedi da trent'anni e cambiare con una partita iva nuova di zecca...startup metoo, per favore cag*temi. 

E questi fighetti startupper, ignari delle leggi che li attendono al varco che fanno? spammano a tutte le ore, come se la loro impresa rappresentasse la novità irrinunciabile del secolo. Attenderemo pazienti che l'entusiasmo si spenga non appena si renderanno conto che ad ogni iniziativa imprenditoriale c'è una legge ad hoc pronta a sortire l'effetto contrario di quello desiderato dall'imprenditore. E, nel frattempo? dpbbiamo sorbirci acora a lungo gli annunci ad effetto? il mantra della "novità"?

Ovvio che no. Il server di posta aziendale, qui nell'azienda vera, viene pazientemente addestrato a cestinare mail indesiderate provenienti da interi domini, fanchiulo, nessuno qui vi legge, continuate a sgolarvi. Basta una pubblicità mai richiesta e si finisce all'inferno, inesorabilmente bannati per sempre o perlomeno sino a quando qualcuno, umilmente, chiederà scusa del danno e del disturbo arrecato e penserà concretamente di comunicare il reale beneficio e l'utilità della propria attività.  Mi spiace ma si torna all'antica, quando era apprezzata una lettera di carta, magari scritta a mano, con sentimento e passione. Non sono io che sono vecchio, siete voi che avete corso troppo avanti senza guardare indietro se qualcuno vi segue. Fottetevi imbecilli. 

P.S. le foglie ingialliscono ed il mosto ribolle. Ripeto: le foglie ingialliscono ed il mosto ribolle.