dall'accento non è certo un nativo italico, suppongo, ma su quale sia il suo paese di origine non voglio avanzare ipotesi. 

Questo stalker, che si presenta con un nome italianissimo, deve essere abituato alla solita tiritera preconfezionata, che se rispondi in modo non previsto deve ripartire da capo, altrimenti gli viene male. E così è ripartito con  "buongiorno" ogni volta che rispondevo "sbagliato" alle domande chiuse. 

Squill....Squill... 

io "Pronto!"...

lui "Buongiorno signore sono X,  è lei il titolare?" 

io "Buongiorno" 

lui "Buongiorno signore" 

io "Pronto?" 

lui "Buongiorno signore mi sente? 

io "Pronto chi parla?" 

lui "Buongiorno signore è lei il titolare dell'utenza in via XY al civico 99?" 

io "Come?" 

lui "Buongiorno signore...." 

io "Buongiorno" 

lui "Buongiorno, parlo con l'azienda ZZzzzzz?" 

io "chi?" 

e via così sino a quando desiste e riaggancia senza nemmeno salutare dopo un deciso "vi ho già chiesto di non disturbare....". 

Esimia testa di c*zzo, NON ti ho chiesto io di chiamarmi, è inutile che ti incazzi, sono concentrato in tutt'altre delicatissime faccende che non comprendono certo il cambio di gestore di un utenza che non ho in quanto intestata ad altri, demente!

Non so come venga gestito il database dei call center, vecchi e non aggiornati, e se prevedono dei campi per profilare i nominativi, ma il mio deve essere pieno di insulti a mia insaputa. Per tale ragione prevedo che chiameranno ancora con le solite tecniche... chiamata ad orari impossibili, chiamata muta, chiamata con numero mittente oscurato, chiamata da altro operatore in addestramento (che deve fare la gavetta e gestire le chiamate difficili), che ormai mi sento bersagliato nemmeno fossi un docente addestratore a mia insaputa per laureati addetti alle chiamate in fase di training a duecentoeuroalmese e ringraziapurechec'èlacrisi. Fatto sta che ai call center sembra che assumano dei dementi incapaci... e poi si lamentano che sono  trattati male. Boh. Alla prossima.

P.S.  Buio in ombra alla luce dei fatti. Ripeto: Buio in ombra alla luce dei fatti.