...e, oltre al dispiacere, è meglio inviare un Telegramma di condoglianze. In un paese che funziona, il servizio postale mette a disposizione una form on-line, giusto per rispettare l'esigenza di urgenza o immediatezza, in questo caso necessaria a dimostrare una sincera partecipazione al lutto. In un paese che funziona, certo... ma questo non è un paese che funziona... il sito del servizio riporta la form, che si lascia compilare con un profetico avviso... "l'indirizzo non è conforme al database di riferimento"... che significa? quale database? non conforme? significa errato? ma sbaglio io o sbaglia l'indicazione nel database? mistero... si clicca OK e si prosegue (fiuuuuuu, meno male che il programmatore non ha previsto un blocco). Al momento di pagare... carta di credito, compare la form dei dati ed all'invio un messaggio "la carta è stata bloccata per aver digitato per tre volte la password errata"... ma, ma... quale password? non mi è stata chiesta nessuna password! Che sia un caso di phishing? nono, il sito è quello giusto, solo che è sbagliato, è un paradosso kafkiano. E così occorre prendere la bici, dopo accurata vestizione necessaria ad affrontare la temperatura rigida, sottozero, e recarsi allo sportello più vicino. Quando accade, occorre munirsi di pazienza, tanta pazienza, sacrificare tempo al servizio del "servizio". 

Entro all'ufficio postale e chiedo cortesemente un modulo per il telegramma... con un sorrisetto ebete l'impigata in vena di scherzi e spiritosaggini mi dice " a te non lo diamo"... "perfetto" rispondo "ho compilto un modulo del 1998, se me lo rifiuti quando è il mio turno salto di là del banco e ne parliamo". Il tono deciso e poco conciliante, dovuto principalmente al rimuginare in corsa sui disservizi di "quell'azienda", deve aver sortito l'effetto "c'è poco da scherzare, non oggi". L'impiegata spiritosa china il capo sulle scartoffie e continua a scartabellare non si sa cosa con il cliente di turno. Nella sala d'attesa cala il gelo. Di moduli nemmeno a parlarne, nemmeno nell'apposito distributore girevole, pieno invece di volantini pubblicitari orientati più ai "servizi" bancari e finanziari che ad altro. Passano 10 minuti e mi sento chiamare per cognome, (pure storpiato, grazie) e mi viene passato UN modulo, guai a sbagliare la compilazione eh?. Inizio a compilare i dati e nel frattempo un cliente mi passa avanti... grazie, è ovvio, sono occupato e si serve il primo libero dato che il modulo mi è stato consegnato in ritardo, grazie davvero, sto perdendo tempo per i vostri disservizi e mi devo pure sorbire il mobbing di un impiegata stronza. Vabbè. Termino la compilazione ed è la mia volta, "dicaaaaaa..." (non è uno scherzo, assomiglia spaventosamente all'impiegata dei soliti idioti). Immediatamente, una valanga di merda... devi firmare!, dove? qui!!, (indicado il corpo del messaggio)) altrimenti come si capisce chi manda il telegramma?... Firmo... ma così non si legge chi è ... ma... mi hai detto di firmare, due volte te l'ho chiesto! e poi il mittente è indicato in stampatello negli appositi spazi... nono, quelli servono per l'indirizzo, mica per il testo... vabbè ci rinuncio, andiamo avanti che ho fretta per cortesia... e qui?? mi devi mettere altre tre firme qui... tre? sisi tre, la privacy ecc.ecc... ok firmiamo alla svelta senza leggere, che tanto ormai per loro è diventata una formalità obbligatoria.  Lei, scazzata e forse stanca di dare disposizioni sulla compilazione, scrive la data...uff cheffatica!! il regolamento dice che è l'utente che deve mettere la data! Poi, per rispetto della privacy. legge a voce alta, con l'ufficio pieno di gente, tutto il testo compilato e la privacy, la mia e quella del destinatario, va a farsi fottere in un attimo, sarà perchè ho firmato una super autorizzazione a spiattellare i cazzi miei ed i miei dati al paese intero...boh. Me ne sto zitto. L'impiegata (che per inciso è anche direttrice dell'ufficio) inizia a battere i tasti sulla tastiera di un computer giurassico, talmente vecchio che ha persino un monitor al quale sono spuntati i capelli bianchi. tic tic tic... digita solo con gli indici un tastino alla volta, tic tic tic... accanto alla tastiera campeggia un bicchiere con un liquido rosso arancione... assomiglia in modo impressionante ad uno spritz ed il pensiero vola in un attimo al fotografo Toscani, alle sue battute sui veneti ed alle reazioni isteriche degli stessi... "sembra" proprio uno spritz, sorseggiato tranquillamente alle 10 di mattina, fra una pausa rilassante e l'altra, perchè a forza di tic tic tic... è un lavoro usurante dai, ammettiamolo!. Mi sento chiedere... "era una persona giovane?" e lì scatta la mia indole carogna... con voce sommessa, rotta dall'emozione ed un espressione tristissima sull'orlo di un pianto di dolore..."...due gemellini di due anni, maciullati assieme alla madre e la nonna malata sulle strisce pedonali di fronte all'asilo, da parte di un pirata della strada extracomunitario che poi è fuggito non senza aver stritolato in retromarcia anche una suora anziana...una scena straziante, sono ancora scosso"... l'impiegata sembra bersela, assume un aria contrita corrugando la fronte e giù un altro sorso di spritz... il chiacchiericcio della sala d'attesa si interrompe in un attimo e cala un altro gelo glaciale, segno che i presenti sono incapaci di farsi i cazzi loro... manca la lacrimuccia dell'impiegata ma se avessi insistito sicuramente ci sarei riuscito. L'impiegata infila un foglio nella stampante, un altro sorsetto di spritz e me lo porge per controllare se è tutto ok... dai invialo (senza occhialetti non ci vedo, mi fido)... 4,10 euro... pur di mettere qualche parola in più... pago, esco... che schifo di servizio... 45 minuti persi quando avrei potuto fare tutto in 2 minuti netti da casa... competitività, innovazione, efficenza, modernità... ma andatevene affanchiulo, selvaggi puzzolenti.

P.S. Berteeeeelllliiiiii. Ripeto:  Berteeeeelllliiiiii.