...che trova concretezza nei livelli più bassi della società ove gruppi "organizzati" si coalizzano sotto il solo dichiarato volere comune volto ad aiutare gli altri. Parlo delle piccole ed immancabili associazioni di paese, ove si notano in modo più evidente le incongruenze della politica ai piani alti. Sono associazioni composte da paesani in vena di apparire e preparare, con l'esperienza sul campo, un posto da consigliere od assessore. Oltre a queste cariche è difficile andare, con qualche eccezzione voluta sempre da qualcuno più in alto, la cui abilità consiste nello scegliere chi è ricattabile e disposto a proseguire solo in cambio del silenzio. 

Ai piani bassi, si consumano battaglie quasi giornaliere di denigrazioni, ricatti, bisbilgli e maldicenze soffiate alle spalle del destinatario, un vero e proprio mobbing civico,  senza esclusione di colpi. Chi all'interno dell'associazione inizia a dimostrare, con la logica e la dialettica, le stupidaggini, le cose al limite del lecito o peggio, come spesso accade, denuncia situazioni fuori legge, è destinato ad essere estromesso dal gruppo senza possibilità di appello. La maggioranza decide spesso di escludere le persone oneste. 

E' un fenomeno stranissimo se non si conoscono i meccanismi perversi della logica mafiosa, portata ad esempio nelle organizzazioni più numerose, nei partiti per capirci. E' un atteggiamento volto a screditare chi mette in pericolo il sottobosco di affarucci tipici dei piccoli paesi, le onnipresenti raccomandazioni dell'amico dell'amico la cui caratteristica principale è una silente ed asservita fedeltà omertosa. Sono sempre i soliti noti ad essere scelti per condurre le centinaia di piccole associazioni di paese, tipo l'immancabile cineforum, la biblioteca, la pro-loco e via dicendo. Con cadenza quasi stagionale il direttivo decide, spende e spande, nomina a fasi alterne la solita testa di legno a cui addossare le responsabilità e gli illeciti più nefasti, basta che firmi senza chiedere ed il gioco è fatto. Ridotto il bilancio a zero o in rosso, si  nominano un paio di persone capaci di risollevarlo (di solito due ggiòvani laureati), e quando ritorna in attivo si ricomincia con i soliti noti ai quali va riconosciuta la capacità di spendere e spandere quanto faticosamente rosicchiato alla comunità. 

La cosa buffa è che queste azioni vengono spesso giustificate come "strategia politica" e chi le propone viene lodato come un grande stratega, uno che la politica la conosce bene e che si sa muovere bene nei rapporti con le alte sfere. Uno che non ha agganci in alto non è nemmeno degno di iniziare a darsi da fare per la comunità. Del resto come potrebbe uno onesto ottenere finanziamenti o contributi per fare? Fare cosa? spendere che diamine! Il "fare" è lo spendere il denaro pubblico, indipendentemente dalla reale utilità comune dell'opera. C'è, ad esempio, un contributo per la rotatoria all'incrocio X che se non lo chiediamo lo perdiamo, per cui bisogna fare la rotatoria, poco importa che occorre modificare mille regolamenti che vanno a complicare quello già intricato da precedenti modifiche propedeutiche solo ad ottenere altri contributi inutili. La giustificazione del fare la rotatoria? E' compresa la ciclabile! Poco importa se la ciclabile è in realtà un marciapiede isolato in mezzo al nulla e collegato con nulla... sei per caso contrario alle ciclabili? 

Chi si oppone a tali sprechi viene immancabilmente bandito come nemico del progresso, come uno sprecone di soldi pubblici che rimarrebbero (secondo "loro") inutilizzati. Con questa logica occorre "fare" per forza, giusto per rimuovere l'accusa di non aver "fatto" nulla. La logica è quindi "fare" e non "fare qualcosa di utile e conveniente". Con questa logica si buttano giù scuole appena ristrutturate per farne un altra, si acquistano delle baracche di natale per un mercato la cui frequenza è pari a quella di una sala bingo nel giorno di chiusura, si regalano per vent'anni i proventi di produzione di energia degli impianti fotovoltaici in cambio del poter dire "abbiamo fatto anche quello". Nelle altre associazioni la tiritera è sempre quella. Scelte idiote, strategie a brevissimo raggio, lungimiranza zero, eventi sempre costosi e mai in attivo, vantaggi per la collettività limitati ai soci dirigenti che si sono auto investiti del titolo di collettività.... loro sono la collettività, gli altri non esistono se non quando occorre pagare, contribuire, donare, regalare, finanziare.... la capacità di portare soldi in cassa (e spenderli rapidamente senza lasciare traccia, è chiamata "politica" mentre la capacità di sprecare è sempre colpa di qualcun'altro. Per questi personaggi strani, i meriti sono loro, le colpe.... degli altri, sempre... e la chiamano politica. 

Comune denominatore è comunque l'assoluta segretezza dei soci... nessuno sà quanti associati sono attivi nelle associazioni, i bilanci sono più segreti di quelli di fatima, e se si prova a richiederli... parte la macchina del fango, del mobbing, delle offese in sede privata e pubblica, delle azioni atte ad isolare il dissidente che osa indagare ed ardisce a chiedere informazioni, del passaparola al bar ove vengono sguizagliati ogni santo giorno i soliti corrieri della disinformazione, tra un prosecco ed uno spritz, offro io... sentita l'ultima?. 

E la chiamano strategia politica... e funziona...per loro. L'Italia infatti va avanti perché ci sono i fessi che lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l'Italia sono invece i furbi che non fanno nulla, spendono e se la godono. L'onestà tornerà di moda o il Paese affonderà nella merda. Maledetti. 

P.S. il gufo è in montagna, il merlo becca, la capra bela. Ripeto:  il gufo è in montagna, il merlo becca, la capra bela.