perchè? in ordine di tempo...oggi mi arriva un messaggio in cui è scritto che tizio vorrebbe entrare a far parte della mia rete di colleghi. Clicco e mi compare una pagina dove dovrei accettare di entrare nella rete di tizio. Allora, capiamoci per bene... è lui che mi chiede di far parte del mio staff o lui che mi invita ad entrare nel suo? boh. Le indicazioni sono contrastanti, per cui...ignoro o gli mando anche io un invito e vediamo che succede. Ogni tanto mi arrivano delle segnalazioni. L'azienda XY sta cercando proprio me, per cui è meglio se sistemo il profilo per evitare di fare brutta figura (magari pagando perchè no?). In realtà un impiegato di quell'azienda ha solo visitato il mio profilo perchè ha letto qualcosa in qualche post o commento, sparso nell'oceano della rete, e si è improvvisato investigatore curioso. Dei perfetti sconosciuti mi chiedono di entrare nel loro staff... non mi conoscono, non sanno chi sono, ma i numeri sono importanti (le persone no, ovviamente, quando mai?) e un "professionista con tanti follower deve essere bravo per forza, poco importa se i followers non leggono nemmeno una riga delle cazzate che scrivono. In pratica una massa di "persone" collegate fra loro che si ignorano, rosi dall'invidia e dalla stupida "competizione" posta su un livello talmente infimo da non meritare attenzione. Ma linkedin è un "fenomeno virale" (tipo la peste per capirci), non costa nulla (all'inizio) e perchè non esserci?.

Sono registrato su linkedin dagli albori, da quando il sito era solo in inglese, da quando le funzionalità implementate erano talmente scarne e povere da far schifo e non ci si poteva nemmeno cancellare (per cui i profili in realtà sono tre ed ancora oggi si fa fatica a capire in quale dei tre ci si è loggati). All'epoca, non ci si capiva nulla, nè dell'utilità nè delle finalità. 

Oggi le cose sono leggermente migliorate e come previsto è arrivata l'orda dei wannabe. Per esperienza personale, e per conoscenza diretta, so che esistono dei profili totalmente difformi rispetto alle reali capacità possedute dal "professionista" che si autocelebra in quello che è stato definito "il social network" dei "professionisti". E' una gara a chi ha più titoli. La cosa, personalmente, non mi disturba più di tanto. Il piedestallo dei titoli è estremamente friabile.  Vivete in un paese dove conta più (o solo) il Titolo, rispetto alle reali capacità e conoscenze possedute, il che genera delle necessità che vengono sfruttate e monetizzate dai soliti furbi che salgono sulla cattedra dei selezionatori (oops...recruiters, veri "professionisti"). Per non parlare delle "agenzie" che formano i "professionisti" ad usare lo "strumento" e che si prodigano a raccontare la storiella di caio che ha fatto i soldi con il network, di sempronio che ha avuto successo, e di tizio che conta milioni di seguaci (ri-oops...follower, devo stare attento alle parole). 

Ebbene, la mia opinione in merito è come sempre orgogliosamente distaccata da quello che tutti ripetono (per interesse personale) a pappagallo. Giusto per dovere di sintesi...linkedin è fuffa, una bolla per pecoroni che inseguono il miraggio creato ad arte da chi intende vendere e monetizzare le paure ed i bisogni altrui. Ecco, l'ho detto consapevole di ricevere gli strali dei capibastone che sul gregge ci marciano alla grande, compresi quelli che in quel mercimonio ci credono (o sperano che funzioni). Qualcuno l'ha definito un "aggregatore di curricula".... ed aggiungo "falsi al 90%" (quelli "itagliani" ovviamente). C'è qualcuno che crede al 100% alle capacità che il professionista dichiara nel curriculum? Si? Ma allora se basta la parola... perchè vi fanno sostenere un colloquio? Se è per "approfondimento" significa che il curriculum è lacunoso. In raltà, occorre tenere a mente la regola base. Se un servizio è gratis, tu sei il prodotto, non la risorsa. Ed in base a questo principio, linkedin rappresenta un supermercato di prodotti in parte avariati, con l'etichetta sbagliata (a volte scaduta), posti sugli scaffali sbagliati, alla rinfusa. La cosa buffa è che i prodotti in questo caso pagano per essere posti in evidenza, nelle corsie migliori. Fanno a gomitate per farsi notare..."social"?? no, davvero no. 

Ma la cosa funziona? Si trova lavoro? Ecco... bisogna specificare cosa si intende per "lavoro". Un invito a dibattere argomenti fuffa su un forum non è lavoro (e di inviti del genere ne arrivano un paio al giorno). Una richiesta di contatto per valutare l'offerta di un prodotto o servizio non è lavoro. Non è nemmeno lavoro un "incarico" "professionale" pagato con una cifra che rifiuterebbe anche un raccoglitore di pomodori. E non è nemmeno un lavoro da "professionista" quello mascherato da attività professionale che si concretizza in mera attività di vendita o promozione.  

Ad onor del vero...linkedin fa comodo più a quei tantissimi recruiiter (o cacciatori di teste di caxo) frettolosi e superficiali (e poco professionali) a caccia di mera manovalanza a basso costo. Sparano nel mucchio, hanno pure fretta, chiedono curriculum brevi (che leggere costa fatica), che contengano l'assenziale (per loro ovviamente, va poi a capire cosa è reputato essenziale). Bisogna sintetizzare trent'anni di attività in due paginette. Che tristezza constatare come si viene trattati. Occorre tralasciare le cose "meno importanti" (leggi: "che loro reputano poco importanti"). Personalmente, anche l'incarico più semplice, accompagnato da un sorriso di solllievo del cliente e da un sincerissimo "grazie", è importantissimo e merita menzione. E' ciò che conta veramente (per me). La capacità di risolvere e generare gratitudine sembra non interessi poi molto, non fa curriculum. Per cui... tenetevi gli imbecilli con cui non voglio avere nulla a che fare. Fanchiulo.

P.S. gallina vecchia fa buon brodo. Ripeto: gallina vecchia fa buon brodo.