Stamattina, indaffarato con le solite mansioni non remunerate ma necessarie per tenere in piedi l'attività, suona il campanello di casa. Vivo in una casa grande e l'ufficio è al pianterreno. Viviamo in due e come sempre accade, si aspetta che sia l'altro ad andare a vedere chi viene alle 9 del mattino a rompere i c*glioni alla gente che lavora. Al secondo squillo, penso... deve essere importante, il corriere per una consegna, il postino con un pacco od una raccomandata, il vigile che raccomanda di tagliare la siepe, che appena sporge di mezzo centimetro, misurato, lo giuro, interviene per la pubblica sicurezza o per raccomandare il parente giardiniere che con venti euro a nero fa il lavoro e si porta via pure le ramaglie... no, il secondo squillo a distanza di pochi secondi dal primo segnala una certa urgenza ed anche il tempo altrui va rispettato. Metto da parte la mia concentrazione faticosamente costruita, mi alzo ed esco per andare a vedere chi è... un ragazzone giovane, poco più che ventenne, dalla carnagione scura ed un testone enorme come una betoniera, con la giacca scura su un abbigliamento sportivo, senza cravatta, camicia a righe che fa tanto pigiama ma con un tesserino attaccato al taschino. ohibò deve essere davvero una cosa ufficiale.

Sfumata immediatamente la possibilità che fosse un testimone di Geova, scartata l'idea che fosse una qualsiasi autorità pubblica (finanze, carabinieri, ecc.ecc che minimo si muovo in due), accantonata l'idea che avesse qualcosa da consegnare nonostante la cartellina in cartone sottobraccio, tutte elucubrazioni balenate nell'arco di pochissimi nanosecondi, mi avvicino lentamente al cancello che dà sulla strada e lo sento esordire con un "Buongiorno" recitato che prelude la solita presentazione imparata a memoria al corso di "marcheting" che lo ha inviato pieno di entusiasmo a suonare i campanelli degli sconosciuti. Sono un pò sordo e camminando metto la mano all'orecchio per far capire che non sto sentendo quello che dice. 

Il ragazzone allora ricomincia da capo con la recita "Buongiorno, sono un responsabile di enel energia e..." Non ricordo il prosieguo della frase che il giovanotto continua a recitare nonostante la mia reazione. Cosa ho fatto? Mi sono fermato un attimo, indeciso se prendere qualche oggetto contundente, se iniziare con il mio rosario di vaffanculi, se ignorare totalmente il disturbo e tornare alle mie mansioni. Semplicemente decido di sovrappormi alle sue parole e pacatamente, durante un lento dietrofront deciso, rispondo..." Puoi continuare pure sino alla fine con la tua manfrina imparata a memoria ma non ci interessa" e con un sorriso sincero chiudo con "Grazie, Buona giornata e buon lavoro"....la buona educazione ha prevalso sugli istinti più bestiali, sono all'antica lo so.

Peccato, davvero peccato non aver avuto la prontezza di riprendere l'espressione del ggiòvane....ci è rimasto malissimo, impietrito, non se lo aspettava, il che ci induce a dedurre che non fosse informato sulla pessima fama che pazientemente nel tempo l'azienda per chi ha scelto di lavorare si è costruita con i loro petulanti ed insistenti call center, che più volte al giorno chiamano con numero anonimo impiegando stranieri dall'italiano stentato e dal tono petulante ed aggressivo... my turn, mi spiace (ma anche no).

Ora, è giusto sapere che non sono nè cattivo nè bastardo a comportarmi così. Ho degli ottimi motivi. In primis sono vittima dello stalking telefonico di enel energia e di moltissime altre aziende dalle quali non comprerò nulla per il resto della vita nemmeno avessero un farmaco salvavita, preferisco morire. In secundis, c'è il recente episodio che trovo giusto raccontare. La mia compagna è disoccupata e sta cercando un azienda seria a cui offrire le proprie esperienze accumulate negli anni e le proprie abilità affinate pazientemente... non è propriamente ggiòvane ed è chiaro che stia cercando un lavoro serio, dignitoso, possibilmente remunerato il giusto e soprattutto che non la esponga a sputtanamenti che macchino il suo curriculum eccellente. Si è presentata presso una delle tante aziende che si occupano di "energia", quelle che si spacciano per enel e che "rivendono la corrente" per capirci, promettendo risparmi tanto mirabolanti quanto inesistenti. Al Colloquio di lavoro, nonostante le rassicurazioni della recruiter, ha esplicitamente dichiarato di non voler fare il porta a porta. E per questo motivo è stata "scartata" preferendo qualcun altro al suo posto...poco male in quanto l'episodio conferma che l'attività di promozione e sviluppo dell'azienda, dipinta con termini aulici, alla fine era prorpio quella che ha trovato espressione in quel ggiòvane impreparato e francamente poco presentabile per una tale attività. 

Quindi l'azienda ha preferito un cazz*ne giovane e ingenuo, con poca esperienza al posto di una professionista skillata e francamente più carina, elengante e signorile di quel gorilla in giacca e scarpe da ginnastica. Risultato? boycott! NO! Niet, NADA! Da aziende di siffatta natura meglio stare alla larga, meglio non diventare loro clienti o investitori, meglio fare tutto ciò che è lecito per farle fallire, ma intendo proprio di tutto, compreso boicottare chi li sostiene, tipo gli azionisti, i loro fornitori, i loro sostenitori..... lasciamoli agonizzare in interminabili riunioni di marketing, a studiare i report, a scervellarsi sulle statistiche sull'andamento dei consumi... poi chiedetevi perchè certe persone si comportano e votano in un certo modo.... io mi sono stancato di spiegarlo ma mai di farlo e pertanto NO grazie buon lavoro #trovodimeglio (e ci mettiamo pure un hashtag che fa tanto ggiòvane :-D )

Promemoria: il lavoro è un diritto che conferisce dignità all'uomo (alla donna) ed al loro futuro. Di sicuro non è un privilegio concesso da chi lo offre, di sicuro non è moneta di scambio per ottenere acquiescenza e consenso... è un diritto... cristo! è così difficile capirlo? Alla prossima.

P.S. la botte è piena, il passero migra. Ripeto: la botte è piena, il passero migra.